PESCE E MERCURIO. Cosa dicono le linee guida
- Anna Coluccia

- 16 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

"Sapevate che consumando questa scatoletta state ingerendo un potente neurotossico che si accumula nel cervello?"
Inizia così un video che da qualche giorno gira sui vari social.
Ma come stanno davvero le cose?
Bisogna preoccuparsi?
Per essere sicuri bisogna escludere dalla nostra dieta alcune tipologie di pesce?
Le cose non stanno così e come sempre un'informazione data in questo modo crea solo panico e confusione senza dare alle persone le informazioni giuste per scegliere con consapevolezza.
Il rischio di ingerire attraverso il consumo di pesce i metalli pesanti esiste e non è una novità.
Ma vi posso assicurare che tutti gli alimenti che mangiamo possono comportare dei rischi se assunti in dosi eccessive o nella modalità sbagliata. Farsi condizionare da queste informazioni allarmistiche può portare ad avere una dieta molto restrittiva senza motivo. Per cui come sempre serve buon senso.
Come dicevo il consumo di moltissimi alimenti ha dei rischi ma anche dei benefici ed è proprio sul RAPPORTO RISCHIO BENEFICIO che dobbiamo ragionare e per fortuna esistono delle istituzioni che ci aiutano e lo fanno per noi.
L'Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ad esempio ha pubblicato numerosi pareri frutto si studi e ricerche su questo argomento e ha espresso precise indicazioni su come ci dobbiamo comportare.
Esistono poi le LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE pubblicate dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che raccolgono le evidenze scientifiche per dare consigli e strumenti su cui basare le proprie scelta alimentari.
Ma cosa ci dicono le Linee Guida?
Di mangiare pesce 3-4 volte a settimana, perchè fa bene, perchè contiene omega 3 che svolgono un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo del cervello, nella regolazione della pressione sanguigna, nella funzione renale, nella coagulazione del sangue e nelle reazioni infiammatorie e immunologiche.
La buona abitudine di avere il pesce sulla nostra tavola comporta più benefici di quelli che possono essere i rischi legati all'ingestione di mercurio.

Le specie più a rischio rispetto a questa contaminazione sono quelle di grossa taglia come tonno o spada ma escluderli dalla nostra alimentazione non è necessario perchè comunque è stata stabilita una dose settimanale tollerabile (TWI) che corrisponde a 1,3 µg di metilmercurio per kg di peso corporeo. Questa quota non viene superata se si rispettano le quantità e le frequenze consigliate dalle linee guida.
Per cui il consiglio è quello di variare, mangiare tonno, spada o altri pesci di grossa taglia non più di una volta a settimana alternandoli con le altre specie.
In questo modo non si correrà il rischio di un'intossicazione nemmeno nelle fasi più delicate della vita (infanzia e gravidanza).
Quindi sicuramente tonno tutti i giorni meglio di no ma una volta tonno, una volta branzino, una volta acciughe e così via per avere una dieta varia, gustosa e soddisfacente.
Qui le fonti:







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